Che cosa sono i minibond?

I minibond sono prestiti obbligazionari di importo inferiore a 50 milioni di euro introdotti in Italia con l’entrata in vigore del “Decreto Sviluppo” e del “Decreto Sviluppo Bis” a partire dal 2012. Si tratta di strumenti obbligazionari di finanza alternativa con i quali le aziende non quotate reperiscono le risorse finanziarie necessarie a finanziare i propri programmi di investimento senza ricorrere al credito bancario*.

 

Secondo quanto documenta il quarto Quaderno di Ricerca  intitolato "La Finanza Alternativa per le PMI in Italia" -  curato dal Politecnico di Milano, con il supporto di Unioncamere ed Innexta, tra luglio 2020 a giugno 2021, la finanza alternativa ha mobilitato 4,23 miliardi  di euro (+58 percento rispetto alla precedente rilevazione).

 

Gli autori del position paper intitolato “Minibond e Basket Bond per la ripresa economica delle Piccole e Medie Imprese italiane” a cura di Cassa Depositi e Prestiti, Osservatorio Minibond del Politecnico di Milano e Centro Studi Orrick - Center of European Law and Finance (CELF) evidenziano come, nel contesto della crisi pandemica da Covid -19, il ricorso a forme di finanziamento alternativo e complementare al canale tradizionale, quali i Minibond e Basket Bond, potrebbe permettere alle imprese in difficoltà di reperire la liquidità necessaria a finanziare gli obiettivi di medio - lungo periodo, soprattutto in vista di una ripresa dell’economia nella fase emergenziale in atto e nella prospettiva di un suo superamento.

 

La normativa di riferimento sui minibond

La normativa di riferimento sui minibond è contenuta nel D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (“Decreto Sviluppo”) e nelle successive integrazioni e modifiche apportate dal D.L. 18 ottobre 2012, n.179 (“Decreto Sviluppo Bis”), dal D.L. 23 dicembre 2013, n. 145 (piano “Destinazione Italia”) e dal D.L. 24 giugno 2014, n. 91 (“Decreto Competitività”).

 

Per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia, il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (Decreto ‘Cura Italia’) e il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (“Decreto Liquidità”) hanno reso operativo un programma di garanzie pubbliche - attraverso il Fondo di Garanzia per le PMI e la Garanzia Italia di SACE - che ha interessato anche le operazioni di sottoscrizione di minibond per il finanziamento di investimenti e capitale circolante.

 

Il D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (“Decreto Sostegni Bis”) ha esteso l’operatività del Fondo di Garanzia per PMI anche ai portafogli di obbligazioni (“basket bond”) emesse da Mid Cap per finanziare la realizzazione di programmi qualificati di sviluppo aziendale.

 

Chi può emettere i minibond?

I minibond sono emessi da società di capitali e cooperative - diverse dalle banche e dalle micro imprese - non quotate su listini aperti agli investitori privati, con fatturato superiore a 2 milioni di euro o con almeno 10 dipendenti. Le imprese che emettono minibond sono solitamente in una situazione di “good standing”, non rientrano cioè in procedure concorsuali.

 

Come funzionano i minibond?

Per capire come funzionano i minibond, vediamo quali sono gli attori in campo nel processo di emissione dei minibond, quali sono i principali elementi caratteristici dei minibond e quali sono le fasi del processo di emissione dei minibond.  

 

Gli attori del processo di emissione dei minibond

I soggetti coinvolti nel processo di emissione dei minibond sono:

  • emittente, l’impresa che emette minibond in cambio di un prestito
  • advisor”, soggetto che assiste l’emittente nello svolgimento delle attività preliminari all’emissione dei minibond
  • consulente legale, soggetto che affianca l’advisor nello svolgimento degli adempimenti normativi e regolamentari necessari al collocamento
  • arranger”, soggetto che assiste l’emittente nella strutturazione del minibond e nel collocamento presso gli investitori
  • investitori, i soggetti che sottoscrivono i minibond
  • società di revisione, che certificano i bilanci dell’emittente
  • agenzie di rating autorizzate, che intervengono nel caso in cui l’emittente decide di dotarsi di un rating per la sua emissione
  • Borsa Italiana, che interviene nel caso in cui l’emittente decide di quotare i propri titoli presso il segmento professionale ExtraMOT PRO3

 

Gli elementi caratteristici dei minibond

I minibond sono prestiti obbligazionari i cui principali elementi caratteristici sono:

  • ammontare o valore dell’emissione
  • durata dell’emissione compresa in media tra tre e sette anni
  • tasso di interesse corrisposto tramite cedola
  • modalità di rimborso
  • rendimento, composto dall’interesse più il guadagno in conto capitale o “capital gain”
  • covenant, specifiche clausole contrattuali a tutela degli investitori

 

Le fasi del processo di emissione dei minibond

Le fasi del processo di emissione dei minibond sono:

  • fase preliminare di studio, analisi e verifica
  • fase di strutturazione del prestito e redazione dell’information memorandum
  • fase di ricerca degli investitori e collocamento dell’emissione dei minibond
  • eventuale fase di quotazione dei minibond

 

Il mercato italiano dei minibond

L’Osservatorio Minibond del Politecnico di Milano a febbraio - marzo di ogni anno pubblica i dati sulle emissioni, sulle emittenti e sugli investitori in Italia relativi all’anno precedente. Nell’ultimo report l’Osservatorio Minibond ha rilevato, al 31 dicembre 2021, complessivamente 832 imprese italiane che hanno collocato minibond, delle quali 520 (il 62,2 percento) PMI. Nel solo 2020, le emittenti sono state 200 - di cui 163 si sono affacciate sul mercato per la prima volta - per il 52 percento Spa e appartenenti al settore di manifatturiero nel 41,5 percento dei casi. Tra le regioni, la Lombardia torna in testa con 45 imprese emittenti, seguita da Campania (39) ed Emilia Romagna (27).
 

Secondo il Barometro Minibond a cura di Minibond Italy e Azimut Direct aggiornato al 31 dicembre 2021, dalla nascita del mercato dei minibond (2014) a oggi Borsa Italiana ha visto la quotazione di 970 emissioni per un controvalore di circa 6,6 miliardi di euro e 652 emittenti unici. Sono 152 i minibond quotati sul segmento ExtraMOT - PRO3 di Borsa Italiana e 494 collocati privatamente, per un controvalore totale di 3,9 miliardidi euro. Il 65,8% delle emissioni si concentra in cinque regioni: Lombardia, Veneto, Campania, Lazio ed Emilia Romagna per un controvalore di 2,6 miliardi di euro.

 

Chi può investire in minibond?

 

Gli investitori istituzionali

La sottoscrizione di minibond è riservata a investitori istituzionali professionali (per esempio banche, intermediari finanziari, fondi pensione e società di assicurazioni, SGR, fondi di “private debt”, società veicolo o SPV) e ad altri soggetti qualificati (che rispettano determinati requisiti di patrimonio ed esperienza professionale), compresi gli investitori che possono accedere alle piattaforme di equity crowdfunding.

 

Le piattaforme di crowdfunding

Con delibera n. 21110 del 10 ottobre 2019 la Consob ha approvato le modifiche al Regolamento che recepiscono le norme inserite nel Testo Unico della Finanza (Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) dalla Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (‘Legge di Bilancio 2019’) aprendo alle piattaforme di crowdfunding la possibilità di collocare titoli di debito presso investitori professionali e presso particolari categorie di investitori “retail”. 

 

Al 20 novembre 2020, secondo il Politecnico di Milano, le piattaforme di equity crowdfunding che hanno ottenuto il nulla-osta per collocare titoli di debito sono:

  • Crowdfundme, piattaforma di “crowdinvesting” quotata a Piazza Affari, che ha collocato tre emissioni di minibond da parte di Innovative-Rfk Spa, I.M.I Spa e 3A Sport Spa
  • Fundera (Frigiolini & Partners Merchant), primo portale di crowdfunding autorizzato da Consob a collocare minibond sul mercato, che ha sperimentato soluzioni innovative come i “pluribond” (basket di bond settoriali o geografici) assistiti da garanzia integrale sul capitale
  • Opstart, che ha dato il via a “Crowdbond”, la divisione specializzata nel “private debt crowdfunding” di “Crowdbase”, multipiattaforma fintech che offre diversi strumenti d’investimento basati sul “crowd”

 

Il segmento ExtraMOT PRO3

I minibond possono essere sottoscritti nel momento in cui sono offerti per la prima volta al pubblico (mercato primario anche attraverso il modello distributivo della piattaforma obbligazionaria di Borsa Italiana) oppure possono essere acquistati “in borsa” in un momento successivo alla loro emissione (mercato secondario).

 

In caso di utilizzo del modello distributivo di Borsa Italiana, ovvero nel secondo caso, ExtraMOT PRO3 di Borsa Italiana è il segmento professionale del mercato ExtraMOT, aperto ai soli investitori professionali, nel quale possono essere, eventualmente distribuiti, quotati e negoziati i minibond emessi da società non quotate sui mercati regolamentati, PMI e/o con un valore di emissione inferiore a 50 milioni di euro.

 

Infine, anche con riferimento all’universo delle emissioni di PMI, l’attenzione degli investitori verso le tematiche “Environmental, Social and Corporate governance - ESG” ha spinto Borsa Italiana a offrire la possibilità di individuare le obbligazioni i cui proventi sono destinati al finanziamento di progetti con specifici benefici o impatti di natura ambientale (“green bond”) e/o sociale (“social bond”) attraverso la certificazione iniziale di un soggetto terzo indipendente e l’informativa annuale riguardante l’utilizzo dei proventi fino alla loro totale allocazione. Nel rispetto dei requisiti, questi titoli entrano dunque a far parte del segmento sostenibile di Borsa Italiana, trasversale a tutte le piattaforme per la quotazione degli strumenti di debito.

 

Nel 2020, Finlombarda è diventato Fixed Income Partner di Borsa Italiana (Gruppo Euronext) per lo sviluppo dei minibond sul segmento ExtraMOT PRO3.  

 

Le tipologie di minibond

I minibond possono assumere diverse forme: si parla di “basket bond” per indicare operazioni di cartolarizzazione realizzate mediante la sottoscrizione o l’acquisto di minibond da parte di una società veicolo (SPV), di “project” o “infrastructure bond” se a essere finanziate sono infrastrutture e opere di pubblica utilità, di “social bond” se si rivolgono ad attività no profit e “green bond” se sostengono progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente.

 

Le iniziative pubbliche di minibond

A livello europeo, la Banca Europea per gli investimenti (BEI) offre a PMI e Mid Cap innovative in rapida crescita e attive nei settori delle biotecnologie e scienze della vita, dell'ICT, dell'ingegneria e automazione, delle energie rinnovabili e della tecnologia pulita, un prodotto di “venture debt” a lungo termine a copertura del 50 percento dei costi sostenuti per la realizzazione entro tre anni di programmi di investimento in ricerca e sviluppo. Il finanziamento prevede un rimborso “bullet”, una remunerazione legata al rischio azionario delle società partecipate e integra i finanziamenti di “venture capital” esistenti.

 

A livello nazionale, il Fondo italiano di investimento - partecipato da CDP Equity, Intesa Sanpaolo, UniCredit, ABI e Confindustria - opera come “fondo di fondi” attraverso la sottoscrizione di quote di altri fondi di “private debt”.

 

A livello territoriale, le amministrazioni regionali attraverso le proprie società finanziarie hanno promosso operazioni di sistema con focus regionale, tra le quali Basket Bond Lombardia con CDP e Finlombarda in qualità di anchor investor e Banca Finint di arranger, che ha finanziato complessivamente quattro imprese appartenenti al private market ELITE (gruppo Euronext) e registrato una raccolta di 37 milioni di euro (dati al 1 marzo 2022).

  

Presso Finlombarda è inoltre attiva un’autonoma iniziativa Minibond, in compartecipazione con investitori istituzionali convenzionati, che finanzia i programmi di investimento delle PMI e midcap con la sede legale o una sede operativa in Lombardia tramite la sottoscrizione di una quota del 40 percento e non oltre 5 milioni di euro del valore dell’emissione (minimo 1 milione di euro) di minibond con durata più lunga della media fino a 10 anni, cedola fino al 7 percento e rimborso “bullet” o “amortizing” con pagamento degli interessi semestrali o annuali e un eventuale pre-ammortamento di massimo 36 mesi (tre anni).

 

Dal 3 giugno 2021, una quota pari a 50 milioni di euro della dotazione complessiva dell’iniziativa Minibond è dedicata al finanziamento di imprese che - sulla base della compilazione da parte dell’impresa richiedente di un “self-assessment di sostenibilità” in allegato all’avviso pubblico - sono valutate sostenibili secondo criteri ambientali, sociali e di governance (“Environmental, Social and corporate Governance - ESG”).

 

Per saperne di più sulle iniziative di “private debt” di Finlombarda, clicca qui

 

 

*Sono strumenti di debito alternativi, per esempio, anche le obbligazioni, il debito mezzanino, il “direct lending”, il “venture debt” e il “distressed debt”.

 

Data pubblicazione 23 giugno 2021

Data di aggiornamento 14 marzo 2022