FOCUS

31/07/2026

Università, ricerca e innovazione, così la Lombardia investe sul futuro

Intervista ad Alessandro Fermi, assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione

Nel Focus di oggi intervistiamo Alessandro Fermi, assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, nell’ambito dell’iniziativa Investor Lab 2026, promossa da Regione Lombardia e Finlombarda, in collaborazione con Enterprise Europe Network e Factory Plus e con il supporto tecnico di AIFI - Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci quale sia la strategia di Regione Lombardia per rafforzare università, ricerca e innovazione, favorendo il trasferimento tecnologico e la collaborazione con le imprese. Focus anche sugli investimenti in intelligenza artificiale e sul sostegno ai giovani talenti.

Assessore Fermi, qual è oggi la priorità di Regione Lombardia per il sistema universitario e della ricerca?

La nostra priorità è rafforzare il legame tra università, ricerca e sistema produttivo. La Lombardia possiede atenei di eccellenza e un tessuto imprenditoriale tra i più dinamici d'Europa: mettere in connessione questi mondi significa creare opportunità per i giovani, favorire il trasferimento tecnologico e rendere il nostro territorio sempre più competitivo e attrattivo. Anche per questo ho fortemente voluto un bando totalmente innovativo, dedicato alle Università ma che chiede un contatto diretto con le imprese. La nuova misura, denominata “Infrastrutture di Ricerca per il Trasferimento Tecnologico”, con una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro a valere sulle risorse del Programma Regionale FESR 2021–2027, mira a sostenere gli investimenti per l’ammodernamento o la creazione di Infrastrutture di Ricerca e Innovazione delle Università lombarde, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione con il sistema produttivo e promuovere il trasferimento tecnologico. È la prima dedicata esclusivamente agli atenei con risorse FESR.

Negli ultimi mesi avete promosso numerose iniziative dedicate all'innovazione. Qual è il filo conduttore?

L'obiettivo è trasformare le idee in risultati concreti. Investire nella ricerca significa sostenere progetti che abbiano ricadute reali sulle imprese, sulla qualità della vita e sulla crescita economica. Per questo accompagniamo università, centri di ricerca e aziende in un percorso comune, favorendo progetti collaborativi e valorizzando le eccellenze presenti in Lombardia, per esempio con le misure “Collabora & Innova” e “Tecnologie Strategiche – STEP”, entrambe a valere su fondi europei del PR FESR 21 – 27 di Regione Lombardia, che hanno ottenuto ottimi risultati in termini di candidature e progetti finanziati. Investiamo risorse anche per la realizzazione di spazi per la ricerca, la formazione e il coworking, recuperando aree dismesse e ampliando edifici preesistenti, come nel caso della Basilica Piccola che diventerà un nuovo hub innovativo a Pavia.

Il dialogo con le imprese è sempre più centrale. Perché?

Perché l'innovazione nasce dall'incontro tra ricerca scientifica e capacità di fare impresa. Proprio quest’anno il mio assessorato ha organizzato un tour nelle province lombarde per visitare le aziende che hanno realizzato un progetto innovativo grazie ai finanziamenti ottenuti con un nostro bando. Nelle imprese abbiamo visto da vicino come i bandi regionali abbiano contribuito a sviluppare tecnologie avanzate e prodotti innovativi, generando risultati concreti. Per questo è fondamentale ascoltare chi innova ogni giorno e verificare sul campo l’efficacia delle politiche regionali. La ricerca non può restare chiusa nei laboratori, ma deve essere motore di sviluppo, innovazione e competitività per tutto il territorio. Il sistema universitario lombardo rappresenta un’eccellenza di rilievo nazionale e internazionale. Il mio obiettivo è sempre stato quello di rafforzarlo, valorizzando il patrimonio di competenze e qualifiche che esprime e favorendo, al tempo stesso, il trasferimento della conoscenza e dell’innovazione verso il sistema produttivo.

L’IA rappresenta una delle grandi sfide del presente. Come la sta affrontando Regione Lombardia?

L’intelligenza artificiale (IA) è una straordinaria opportunità, purché venga utilizzata in modo responsabile. Può migliorare la ricerca, la sanità, i servizi pubblici e la competitività delle imprese. Il nostro compito è creare le condizioni affinché università e aziende possano sviluppare competenze e applicazioni innovative, senza perdere di vista la centralità della persona. Con queste premesse, abbiamo messo in atto un percorso lungo ma molto interessante sull’AI, partendo da una ricognizione di tutto ciò che già esiste e funziona, passando per la convocazione degli Stati generali dell’Intelligenza Artificiale e dalla costituzione di alcuni tavoli di lavoro, fino ad arrivare a un Progetto di Legge, dal quale scaturiranno un Comitato scientifico, un Tavolo tecnico di confronto e anche una “Carta regionale per lo Sviluppo dell'Intelligenza Artificiale”, il nuovo documento strategico che orienta l’azione della Lombardia nella promozione di un ecosistema dell’IA innovativo, responsabile e competitivo. La Carta punta a tre obiettivi chiave: rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e altri attori pubblici e privati, creando una rete solida capace di guidare innovazione e crescita economica; sostenere ricerca e sviluppo nel campo dell’Intelligenza Artificiale, valorizzando eccellenze e competenze presenti sul territorio; promuovere un uso etico e sostenibile dell’IA, garantendo il rispetto dei principi fondamentali e dei diritti delle persone. Abbiamo pensato a questo strumento perché non vogliamo creare una gabbia, ma avere uno strumento snello da poter aggiornare facilmente.

Quale messaggio vuole rivolgere ai giovani che scelgono di studiare e fare ricerca in Lombardia?

Direi loro di credere nel proprio talento. La Lombardia offre università di altissimo livello, laboratori di ricerca, imprese innovative e opportunità concrete per trasformare competenze e idee in progetti di successo. E ha un capitale umano che pochi altri possono vantare. Come istituzione vogliamo continuare a investire su questo patrimonio, creando un ecosistema capace di trattenere i talenti e di attrarne di nuovi.

Qual è la sfida dei prossimi anni?

Continuare a fare della Lombardia un punto di riferimento europeo per università, ricerca e innovazione. Significa investire nelle persone, sostenere la collaborazione tra pubblico e privato e promuovere una crescita fondata sulla conoscenza. È una sfida ambiziosa, ma è anche la strada migliore per costruire il futuro della nostra regione.

 

 

 

L’intervista è a cura di Francesca Esposito, responsabile Comunicazione e Media relations di Finlombarda, in collaborazione con Open Innovation Lombardia per la serie di video - pillole dedicate.   

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