Il Focus di oggi è dedicato al fundraising, una tappa fondamentale per ogni startup. Ne abbiamo parlato con Giovanni Fusaro, ufficio Studi e Ricerche di AIFI - Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt e direttore VeM - Venture Capital Monitor della LIUC – Università Cattaneo, uno degli esperti dell’Academy Investor Lab 2026, il programma strutturato rivolto alle startup che vogliono rafforzare e rendere più efficace il confronto con gli investitori in vista degli Investor Days 2026, promossi da Regione Lombardia e Finlombarda, in collaborazione con Enterprise Europe Network e Cariplo Factory e con il supporto tecnico di AIFI, in programma il 25 e 26 novembre 2026 presso BASE Milano e online.
Il fundraising rappresenta una sfida per l'ecosistema italiano dell'innovazione?
Certamente l’attività di fundraising è un aspetto critico per gli ecosistemi dell’innovazione e, in particolare, per quello italiano. Nei Paesi esteri più maturi da questo punto di vista, si vede in modo molto chiaro come un ciclo virtuoso tra la domanda e l’offerta di capitale riesca a favorire e velocizzare lo sviluppo di innovazione. Ciclo virtuoso che è presente, ad esempio, negli USA, dove tra le prime dieci società a più grande capitalizzazione, la maggior parte sono venture capital-backed, ovvero hanno ricevuto capitali dai fondi di Venture Capital nelle prime fasi, che sono risultati vitali per poter arrivare a diventare leader tecnologici a livello globale.
Quali caratteristiche del nostro ecosistema dell'innovazione rappresentano oggi un vantaggio competitivo nella raccolta di capitali?
Nel corso degli ultimi anni, gli studi che abbiamo realizzato insieme a LIUC – Università Cattaneo con il VeM – Venture Capital Monitor hanno evidenziato un aumento della rilevanza degli investimenti di Tech Transfer. Le eccellenze italiane nell’ambito accademico e della ricerca, da cui vengono originati proprio questi investimenti, probabilmente possono permettere all’ecosistema di posizionarsi e competere con quelli più sviluppati, ovviamente solo se startup e spin-off sono ben finanziati. Questa tipologia di investimenti nel deeptech, che nella fase attuale sta intercettando ondate tecnologiche come la physical AI, la guida autonoma e il quantum computing, solo per fare qualche esempio, sono infatti caratterizzati da un rischio altissimo nella prime fasi e dalla necessità di ricevere moltissimi capitali per lo scaling up e l’industrializzazione.
Cosa serve per portare più capitali verso start up e imprese innovative in Italia?
Probabilmente uno sviluppo parallelo tra domanda e offerta di capitali è la chiave per la crescita sostenibile di tutto l’ecosistema. La filiera del finanziamento dell’innovazione deve necessariamente crescere in tutte le sue componenti, sia a livello numerico – soprattutto in termini di fondi di Venture Capital attivi – sia coinvolgendo attori chiave come gli investitori istituzionali nell’ambito del fundraising dei fondi e, in un’ottica più ampia e a vari livelli, le corporate domestiche. Dal punto di vista della domanda di capitale, invece, servono sempre più founder e team con l’ambizione di diventare leader di settore nei prossimi anni, grazie a idee e a innovazioni che risolvono problemi e superano i colli di bottiglia delle transizioni del nostro tempo, come quella energetica.
L’ufficio Studi e Ricerche di AIFI raccoglie, analizza ed elabora dati e statistiche sul mercato italiano del private equity, venture capital e private debt, seguendo una metodologia condivisa a livello europeo e conduce analisi specifiche su temi rilevanti per il mercato.
L’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeM sviluppa da oltre quindici anni un’attività di monitoraggio permanente sugli investimenti in venture capital realizzati in Italia, al fine di offrire ad operatori, analisti, studiosi e referenti istituzionali, informazioni utili per lo svolgimento delle relative attività ed affermarsi quale primaria fonte informativa nel settore.
L’intervista è a cura di Francesca Esposito, responsabile Comunicazione e Media relations di Finlombarda, in collaborazione con Open Innovation Lombardia per la serie di video - pillole dedicate.


