Finlombarda si racconta: oggi intervistiamo Roberto Albonetti, Direttore Generale Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia sulla innovazione come leva strategica per la ripartenza

Per la nostra rubrica Finlombarda si racconta, oggi intervistiamo Roberto Albonetti, Direttore Generale Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia sulla innovazione come leva strategica per la ripartenza attraverso investimenti mirati, accordi di sistema e ‘open innovation’. 

 

D. Quali sono gli obiettivi prioritari della Direzione Generale Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione? 

 

L’obiettivo di fondo è promuovere la capacità innovativa del territorio lombardo e quindi intervenire in modo mirato sui fattori abilitanti, cioè su quegli elementi, materiali e immateriali, indispensabili per fare la differenza, anche in momenti di emergenza come quelli attuali. Concretamente, significa intervenire sulle dotazioni infrastrutturali, potenziare il trasferimento tecnologico, favorire lo sviluppo del capitale umano. A livello di metodo è l’opposto dello stanziamento di risorse a pioggia. Alla base delle scelte deve esserci un indirizzo strategico e la Regione può e deve svolgere il ruolo di catalizzatore, favorendo e moltiplicando i network esistenti sul territorio. Ma se si vuole guidare l’innovazione, bisogna partire da sé stessi: per questo tra le sperimentazioni più importanti che abbiamo realizzato negli ultimi anni, ci sono quelle relative alla gestione dei dati, con l’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale per definire le politiche in modo più adeguato ai bisogni dei cittadini, e all’introduzione di strumenti quali la blockchain per trasformare il modo in cui vengono pensati, gestiti ed erogati i servizi ai cittadini, semplificando l’accesso e aumentando sicurezza e trasparenza.  

 

D. L'innovazione è considerata una leva strategica per la ripartenza. Quali sono le misure messe in campo dalla Direzione a favore degli investimenti in questo ambito? 

 

Negli ultimi mesi abbiamo messo in campo alcuni interventi straordinari in risposta all’emergenza pandemica: in collaborazione con Fondazione Cariplo e Fondazione Veronesi abbiamo stanziato un totale di 10,5 milioni per 27 progetti su due linee di ricerca: una dedicata alla ricerca fondamentale e una per lo sviluppo di nuove terapie, strumenti di diagnostica, sistemi di analisi e dispositivi di protezione individuale contro il Covid. Poi, all’interno del Piano straordinario di investimenti che Regione Lombardia ha recentemente approvato in risposta all’emergenza economica e sociale, sono previsti 90 milioni per ricerca e innovazione: finanzieranno l’adozione di tecnologie blockchain e la condivisione dei dati da parte dei Comuni, lo sviluppo delle strumentazioni digitali delle Università, nuove infrastrutture di ricerca e trasferimento tecnologico in collaborazione con gli IRCCS, le Università e i centri di ricerca pubblici. Ancora una volta, si tratta di interventi di sistema, come già avvenuto con la Call Hub per la ricerca e l’innovazione: non un semplice bando ma un vero e proprio accordo, con cui si sostengono partenariati solidi tra gli attori della ricerca e dell’innovazione e si sommano risorse pubbliche e private (114 milioni a fondo perduto di Regione Lombardia, per un investimento complessivo di oltre 250 milioni) per realizzare progetti capaci di generare un impatto misurabile sul territorio, con elementi di replicabilità e la capacità di potenziare competitività e attrattività della Lombardia.  

 

D. Tra le sfide per rafforzare la competitività del sistema lombardo, c'è l'adozione sempre più ampia del paradigma dell'innovazione aperta. Ce ne parla?  

 

In breve, significa che insieme si raggiungono risultati migliori che da soli. Un paradigma nato nel mondo delle imprese, per fronteggiare un mondo in continuo cambiamento, ma che vale ancor di più per la pubblica amministrazione, che deve dare vita a una governance trasparente, partecipata e collaborativa. Regione Lombardia ha sposato questo paradigma da diversi anni e ha anche creato, in collaborazione con Finlombarda Spa e ARIA Spa, una piattaforma (www.openinnovation.regione.lombardia.it), dove, da un lato, gli attori dell’ecosistema della ricerca e dell’innovazione possono mettere in rete conoscenze e competenze, dall’altro tutti possono partecipare alla definizione delle politiche regionali, attraverso numerose consultazioni pubbliche. In questo modo, le scelte strategiche regionali riescono a mettere al centro la persona, i suoi bisogni, desideri e aspettative: un approccio che consente di indirizzare il processo di innovazione verso ambiti e temi che rappresentano una priorità per la società, in linea con i principi della ‘responsible research and innovation’ (RRI).