La finanza sostenibile

 

Premessa

 

La più grave crisi pandemica dell’ultimo secolo ha messo in luce la vulnerabilità dei modelli di sviluppo e delle società e la necessità di compiere quanto prima il percorso verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale, come evidenziato nel rapporto 2021 dell’ASviS.

 

Per sostenibilità economica si intende la capacità di un sistema economico di produrre reddito e lavoro in maniera duratura; la sostenibilità ambientale interessa la tutela dell’ecosistema e il rinnovamento delle risorse naturali; la sostenibilità sociale garantisce condizioni di benessere umano equamente distribuite.

 

Lo sviluppo sostenibile secondo queste tre dimensioni ha l’obiettivo principale di preservare il pianeta e le persone, tutelandone il benessere anche a favore delle generazioni che verranno.

 

Nel 2015, i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che ingloba diciassette Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) in un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità che i Paesi firmatari si sono impegnati a raggiungere entro il 2030.

 

Gli SDGs rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: lotta alla povertà, eliminazione della fame e contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni.

 

Nel Focus dedicato alla finanza sostenibile, offriamo innanzitutto uno sguardo di insieme su quali siano le azioni per uno sviluppo sostenibile poste in essere dai diversi livelli di governo (europeo, italiano e regionale), passando ad approfondire in che modo il settore finanziario e i suoi protagonisti assumano un ruolo fondamentale nel conseguimento degli SDGs secondo il seguente indice degli argomenti:

 

 

 

Mini-glossario

 

L’Accordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato alla conferenza di Parigi sul clima (COP21) nel dicembre 2015, nell’ambito del quale l’Unione europea si è impegnata a raggiungere tre obiettivi entro il 2030: ridurre di almeno il 40% le emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990; portare la quota di consumo energetico soddisfatto da fonti rinnovabili almeno al 32%; migliorare l’efficienza energetica di almeno il 32,5%.

 

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei Paesi membri dell’ONU e che ingloba 17 Sustainable Development Goals (SDGs) per un totale di 169 traguardi che i Paesi firmatari si sono impegnati a raggiungere entro il 2030.

 

EU Green Deal è un programma di politiche e di iniziative per conseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, inteso come equilibrio tra quantità di CO2 emessa e assorbita. I perni centrali dell’EU Green Deal sono le proposte su: Sustainable Europe Investment Plan e Just Transition Mechanism (e Just Transition Fund); European Climate Law, che sancisce l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050; Patto Europeo per il clima, una nuova strategia industriale e un nuovo piano per l’economia circolare; un sistema alimentare giusto e rispettoso dell'ambiente;

una nuova strategia per la biodiversità al 2030; un obiettivo "inquinamento zero" per un ambiente privo di sostanze tossiche.

 

Il programma InvestEU per il 2021-2027 riunisce gli strumenti finanziari volti a sostenere gli investimenti decisivi per la crescita economica e istituisce una garanzia dell'UE pari a circa 26,2 miliardi euro che permette ai partner d’investimento di assumere rischi più elevati e di sostenere progetti a cui avrebbero altrimenti rinunciato. La Banca europea per gli investimenti è il principale partner d’investimento, ma anche le banche nazionali per il sostegno alle imprese dei paesi europei e le istituzioni finanziarie internazionali hanno accesso diretto alla garanzia dell'UE. I Paesi dell'UE possono anche assegnare risorse a InvestEU dai fondi strutturali che ricevono o dai fondi che ottengono dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza.

 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. La principale componente del programma NGEU è il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), che ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di 672,5 miliardi di euro (312,5 sovvenzioni, i restanti 360 miliardi prestiti a tassi agevolati).

 

Regolamento 2019/2085, introduce due tipologie di benchmark climatici: i benchmark di transizione climatica (Climate Transition Benchmark), che selezionano i titoli in base agli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra degli emittenti, in modo che i portafogli si collochino in una traiettoria di decarbonizzazione; i benchmark allineati all’Accordo di Parigi (Paris-aligned Benchmark), che permettono di costruire portafogli compatibili con uno

scenario di aumento della temperatura media globale entro 1,5°.

 

Regolamento (UE) 2019/2088 (cd. “Regolamento SFDR - Sustainable Finance Disclosure Regulation”) relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari.

 

Regolamento (UE) 2020/852 (cd. "Regolamento TR - Taxonomy Regulation) relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088a. L'articolo 20 del regolamento istituisce la “Platform on sustainable finance”, un organo consultivo composto da esperti del settore privato e pubblico che affianca la Commissione sullo sviluppo della tassonomia e sulla finanza sostenibile. 

 

Data pubblicazione 11 novembre 2021

Data aggiornamento 23 marzo 2022