Che cosa è il crowdfunding

 

Premessa

Nel secondo report intitolato “I bisogni delle PMI per la ripresa post-Covid” a cura del Monitor Deloitte in collaborazione con Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, si legge che le PMI sono state il segmento industriale più colpito dalla crisi economica seguita alla pandemia: circa un’azienda su tre, infatti, si è ritrovata in situazioni di illiquidità o di liquidità precaria.

 

In questo quadro, nonostante l’ancora scarsa propensione delle aziende italiane all’utilizzo di forme alternative di finanziamento (equity / debt crowdfunding, minibond e peer-to-peer lending) rispetto alle omologhe europee, la finanza alternativa, come dimostrato dai numeri dell’ultimo anno, rappresenta un’opportunità per le aziende italiane di percorrere strade alternative al credito bancario.

 

La finanza alternativa offre canali e strumenti di finanziamento complementari a quelli tradizionali, tra i quali si annoverano i minibond [leggi l’articolo di approfondimento della rubrica Focus qui]

 

Altri strumenti della finanza alternativa sono il crowdfunding e l’invoice trading (non sovrapponibili ma assimilabili per i medesimi effetti finanziari a favore delle imprese traducibili in un aumento di cassa), il direct lending, le ICOs (Initial Coin Offerings), il private equity, venture capital e private debt, ciascuno con proprie caratteristiche relative alla forma di finanziamento (equity, debito, reward o smobilizzo fatture), all’orizzonte temporale di investimento (breve, medio o lungo periodo), alla tipologia di investitore (retail e/o professionale).

 

Nei paragrafi che seguono, approfondiamo le tipologie e i modelli di crowdfunding, come sono disciplinati, quanto vale in Italia il relativo mercato.

 

Che cos’è il crowdfunding

Il crowdfunding è un tipo di finanziamento “dal basso” o collettivo (“crowd”) e prevede la raccolta di capitali per un progetto imprenditoriale da parte di uno o più offerenti/richiedenti (persone fisiche o giuridiche come PMI e imprese sociali) tramite portali online gestiti da soggetti autorizzati dalla Consob (in genere, pagando una quota dei proventi alla piattaforma o una commissione sul capitale raccolto) - che ne tiene specifico registro consultabile qui - e dai gestori di diritto (banche e imprese di investimento) autorizzati alla prestazione dei relativi servizi di investimento. Nel caso di mancato perfezionamento dell’offerta di capitali da parte degli offerenti (e nei casi di esercizio del diritto di recesso o del diritto di revoca), i fondi già versati tornano nella disponibilità degli investitori.

 

Secondo una recente ricerca realizzata da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo e Unioncamere in collaborazione con Fondazione Cariplo, Aiccon, Ipsos e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, il crowdfunding rappresenta un nuovo modello di finanziamento che si basa su un processo collaborativo di un gruppo di persone (che non si conoscono e il cui numero non è definito) che utilizza il proprio denaro “in comune” per sostenere gli sforzi di persone, organizzazioni e start up. Con il crowdfunding si realizza una “circolarità” dell’economia che vede il consumatore come attore in grado di determinare le direzioni dell’economia di domani.

 

Le tipologie e i modelli di crowdfunding

È possibile raggruppare le diverse tipologie di crowdfunding in due macro-categorie:

  • crowdsponsoring, che riunisce le tipologie di crowdfunding basate su donazioni o ricompense:
  1. donation based crowdfunding, diffuso presso il terzo settore e le organizzazioni no profit, nel quale non sono previsti alcun ritorno economico o ricompensa
  2. reward based crowdfunding utilizzato dalle aziende per fare test di mercato su nuovi prodotti, nel quale è prevista una ricompensa (non monetaria) per l’investitore rappresentata da beni/servizi
  3. royalty-based crowdfunding che prevede il riconoscimento all’investitore di quote dei guadagni futuri del progetto per il quale si richiede il finanziamento senza alcun titolo di proprietà sul progetto o rimborso del capitale versato
  • crowdinvesting, che riunisce le tipologie basate sugli investimenti ai quali è associata una remunerazione (tramite sottoscrizione di capitale di rischio o di un prestito):
  1. equity (based) crowdfunding nel quale gli investitori partecipano al capitale di rischio di un’azienda, sottoscrivono minibond oppure quote di OICR che investono in PMI. In questo caso il crowdfunding può rappresentare uno strumento sia per realizzare aumenti di capitale, sia per la quotazione in Borsa (“crowdlisting”)
  2. lending (based) crowdfunding, che a sua volta comprende il peer to peer lending (P2P) o social lending (i prestiti sono finanziati da soggetti privati e sono ricolti ai privati) e il peer to business (i prestiti sono finanziati da investitori istituzionali, per esempio, attraverso fondi di investimento alternativi o FIA*, e sono rivolti alle imprese), nei quali l’investimento è remunerato con il riconoscimento di un tasso di interessi sul capitale prestato, operanti secondo un modello “diffuso” o “diretto” (direct lending o erogazione diretta di finanziamenti da parte di soggetti non bancari).

 

Il pre-purchase è una forma ibrida di crowdfunding collocabile tra il reward based crowdfunding e l’equity based crowdfunding, nel quale sono previste condizioni di vantaggio per l’investitore nella fruizione dei prodotti/servizi dell’azienda finanziata e successivamente un diritto d’opzione sull’acquisto di quote o azioni della stessa.

 

In base ai soggetti coinvolti nella raccolta di fondi, si parla di:

  1. civic crowdfunding nel quale sono coinvolti i cittadini nel finanziamento di opere pubbliche
  2. corporate crowdfunding nel quale sono coinvolti i dipendenti nella progettazione di prodotti o servizi di un’azienda

 

Gli attori del crowdfunding

I soggetti coinvolti nelle campagne di crowdfunding sono:

  • i portali online per la raccolta di capitale / concessione di prestiti
  • i gestori di pagamenti
  • gli advisor legali
  • gli offerenti / richiedenti (persone fisiche o giuridiche) o “titolari dei progetti” o prenditori
  • assicurazioni
  • agenzie di rating o provider di credit scoring
  • istituzioni finanziarie pubbliche e associazioni di categoria
  • investitori / finanziatori

 

I portali di crowdfunding

I portali di crowdfunding si differenziano in base alle tipologie di progetti presentati, al meccanismo e alla forma di finanziamento.

 

Sono esempi di portali di:

  • crowdsponsoring: produzionidalbasso.it e retedeldono.com
  • equity crowdfunding: mamacrowd.com, tra i portali che nelle stime del Politecnico di Milano hanno raccolto più fondi fino al 30 giugno 2020; crowdfunme.it, che offre la possibilità di investire scegliendo tra soluzioni equity (aumento di capitale e ingresso nuovi soci) o di corporate debt (prodotti obbligazionari, per esempio minibond); walliance.it, piattaforma di investimenti immobiliari online o “real estate crowdfunding”; backtowork24.com piattaforma di investimento partecipata da Intesa Sanpaolo; doorwayplatform.com/it, piattaforma fintech attiva nell’equity investing online, che permette a investitori professionali e qualificati di diversificare in economia reale il portafoglio di investimenti, accedendo a “deal” selezionati e validati di startup, PMI innovative e scaleup ad elevato potenziale di exit (finance first), scelte privilegiando criteri di etica e sostenibilità (ESG)
  • lending crowdfundingcredimi.com, “digital lender” e intermediario finanziario vigilato da banca d’Italia, che offre servizi di finanziamento a medio lungo termine, disponibili per società di persone e di capitali e per ditte individuali; Opyn (nata dall’evoluzione di BorsadelCredito.it), abilitatore dell’embedded finance per il lending alle imprese; october.eu, piattaforma europea di prestiti online alle PMI, operante in Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Germania, che permette alle aziende di ottenere ulteriori finanziamenti rispetto al tradizionale sistema bancario, grazie al supporto di prestatori privati e istituzionali che identificano il lending marketplace come un’opportunità innovativa di investimento per sostenere l'economia reale; prestiamoci.it, una comunità di prestiti tra persone che consente ai propri membri di fare investimenti e ottenere prestiti; azimutdirect.com/it (gruppo Azimut) opera oltre che nel direct lending, anche nei minibond, nel private e public equity e nel campo della mediazione creditizia e del securities-based crowdfunding riservato agli investitori qualificati.

 

Con riferimento a specifici ambiti o modelli di finanziamento: derev.com ha un proprio modello di civic crowdfunding per enti pubblici, associazioni, organizzazioni no profit e progetti creativi o innovativi ed ener2crowd.com è dedicata ai finanziamenti “green”.

 

Esempio di servizio di bacheca elettronica “web based” è quello di crowdarena.it che consente di pubblicare e consultare annunci e inserzioni di soggetti privati interessati a manifestare la propria volontà di vendere o acquistare quote o azioni di società che hanno effettuato con successo campagne di raccolta in equity crowdfunding sul portale opstart.it.

 

La disciplina del crowdfunding

 

La normativa italiana per l’equity crowdfunding

Il nostro Paese è stato precursore a livello europeo nel dotarsi di una normativa specifica e organica relativa all’equity crowdfunding. Il D.L. n. 179/2012 (“Decreto Sviluppo bis”) convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012 ha introdotto le start up innovative**, disciplinandone le offerte online di strumenti finanziari e delegando la disciplina applicabile alla gestione dei portali e alle offerte per la raccolta di capitale alla Consob. L’Autorità ha adottato il nuovo regolamento con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013 (“Regolamento crowdfunding”), testo di riferimento per la disciplina dell’equity crowdfunding in Italia.

 

Il D.L. n. 3/2015 (“Decreto Investment Compact”) ha esteso l’opportunità dell’equity crowdfunding alle PMI innovative, agli OICR e alle società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative e in PMI innovative, alle “start up turismo” (art. 11-bis del D.L. n. 83/2014). Con la Legge di Stabilità del 2017 (Legge n. 232/2016) la possibilità dell’equity crowdfunding si è allargata a tutte le PMI secondo la definizione europea. Il successivo D.L. n. 50/2017 ha sancito l’applicabilità della norma alle SpA e alle Srl. Il D.L. n. 129/2017 ha poi modificato alcune norme del Testo Unico della Finanza (TUF) ampliando la platea dei gestori di diritto a SGR, SICAV e SICAF.

 

Con delibera n. 21110 del 10 ottobre 2019 la Consob ha approvato le modifiche al Regolamento che recepiscono le norme inserite nel TUF (D.L. n. 58/1998) dalla Legge n. 145/2018 (‘Legge di Bilancio 2019’) aprendo alle piattaforme di crowdfunding la possibilità di collocare titoli di debito presso investitori professionali e presso particolari categorie di investitori “retail” e ai “gestori ordinari” di creare in una sezione separata del portale una bacheca elettronica per la pubblicazione delle manifestazioni di interesse alla compravendita di strumenti finanziari che siano stati oggetto di offerte concluse nell’ambito di una campagna di crowdfunding.

 

Il Parlamento europeo ha di recente approvato il Regolamento ECSP - European Crowdfunding Service Providers (Regolamento UE 2020/1503 relativo ai fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese) con l’obiettivo di facilitare l’attività “cross border” di raccolta di capitali e investimento tra Paesi, aumentando di fatto il bacino di opportunità per la raccolta di capitali, non solo da parte di investitori nazionali ma anche esteri, e di introdurre un framework comune per l’investment based e il lending based crowdfunding (fatta eccezione per le piattaforme di invoice trading e P2P), considerate alternative di finanziamento comparabili. Il Regolamento, pubblicato il 20 ottobre 2020 nella Gazzetta Ufficiale dell’UE e che entrerà in vigore a partire da novembre 2021 (salvo il regime transitorio di un anno per le piattaforme già operative), istituisce un regime armonizzato per gli Stati Membri, grazie al quale start-up e PMI potranno rivolgersi a investitori attraverso portali autorizzati a livello transfrontaliero, e raccogliere risorse finanziarie nella forma di capitale di rischio, prestiti, titoli di debito e obbligazioni.

 

La normativa italiana del lending based crowdfunding

Con l’entrata in vigore del D.L. n. 11/2010, attuativo della Direttiva Europea 2007/64/EC (“Payment Service Directive”), le piattaforme di lending sono state inquadrate da Banca d’Italia come Istituti di Pagamento (ex art. 114 septies del Testo Unico), dando il via alla nascita di una nuova categoria di operatori, anche provenienti da settori non finanziari, attivi nell’esecuzione di ordini di pagamento.

 

Con Delibera n. 584/2016, Banca d’Italia ha identificato esplicitamente la filiera del lending based crowdfunding o social lending, definito come “[…] strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme online, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto”.

 

 

Il mercato italiano del crowdfunding

Come rilevato nel sesto report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, la raccolta totale complessiva delle campagne pubblicate sui portali di crowdinvesting in Italia sfiora il miliardo di euro (953,4 milioni di euro), di cui 505,7 milioni solo nell’ultimo anno pari a un incremento del 172 percento. Al 30 giugno 2021, i portali di equity crowdfunding autorizzati da Consob sono in totale 51. Alla stessa data risultano operative sul mercato italiano 28 piattaforme di lending. La distribuzione geografica vede la regione Lombardia in pole position con 296 imprese e una quota pari al 39,9 percento del totale, che sale al 44,1 percento nell'ultimo anno.

 

Secondo le stime contenute nel quarto Quaderno di Ricerca intitolato “La Finanza Alternativa per le PMI in Italia” (29 novembre 2021) curato dal Politecnico di Milano, con il supporto di Unioncamere ed Innexta, negli ultimi 12 mesi osservati la raccolta per l’equity crowdfunding è stata pari a 127,7 milioni di euro, con un incremento del 67 percento rispetto al periodo precedente. Nel primo semestre 2021, la raccolta è stata di 65,4 milioni, con un aumento tendenziale del 70 percento sul 2020. I portali autorizzati ad oggi sono ben 54.

 

Le piattaforme di lending hanno canalizzato alle PMI italiane complessivamente 310,8 milioni di euro nell’ultimo periodo annuale per un incremento del 73 percento rispetto all’anno scorso (in realtà sarebbe maggiore considerando che alcune piattaforme sono da quest’anno incluse nella categoria direct lending), mentre quello tendenziale considerando solo gli ultimi sei mesi è del 338 percento. In questa categoria sono state censite 21 piattaforme attive (di cui 14 focalizzate sul comparto immobiliare).

 

Le iniziative pubbliche

A livello europeo, il Fondo Europeo per gli investimenti (FEI) attraverso il meccanismo della garanzia InnovFin, favorisce la concessione di finanziamenti alle piccole e medie imprese e alle PMI innovative da parte di intermediari finanziari e attraverso InnovFin equity offre risorse sotto forma di capitale e/o coinvestimenti a fondi d’investimento focalizzati in aziende nelle fasi di pre-seed, seed e start-up che operano in settori innovativi. Il FEI ha inoltre lanciato nel 2017 la piattaforma di investimento AlpGIP in collaborazione con cinque investitori regionali (Lombardia, Valle d’Aosta, Alto Adige, Piemonte e Liguria), che investe in fondi di late Venture Capital e Private Equity attivi nelle regioni coinvolte.

 

A livello nazionale, CDP investe in Fondi di credito diversificato con l’obiettivo di raccogliere risorse finanziare da destinare a PMI e midcap. Alcune di queste iniziative si avvalgono di piattaforme di digital lending per gestire l’attività di finanziamento.

A livello regionale, nel recente report intitolato “Scaling Up Partnerships”, Eurocrowd ha censito come casi di successo di crowdfunding in base al ruolo giocato dalla pubblica amministrazione di “curator”, “facilitator” o “enabler”:

  • nella categoria “curator”:
  1. INNOVA Venture è il fondo della Regione Lazio dedicato al Venture Capital e gestito da Lazio Innova, che co-investe direttamente nel capitale di rischio delle imprese del Lazio insieme a investitori privati e indipendenti. INNOVA Venture prevede la possibilità di completare il round associando anche campagne di equity crowdfunding con le piattaforme autorizzate convenzionate, nell’ambito dei round di investimento a cui partecipa.
  • nella categoria “facilitator”:
  1. Crowdfunding Civico del Comune di Milano per la cura dei quartieri, giunto alla terza raccolta fondi. Il Comune di Milano, attraverso un bando pubblico, ha selezionato 19 progetti presentati da realtà non profit del territorio. Ogni realtà selezionata ha 60 giorni per raccogliere una parte delle risorse (il 40 percento) attraverso piccole donazioni dei cittadini. Il Comune finanzierà il resto dei costi (il 60 percento) con un contributo a fondo perduto fino a 60 mila euro. A marzo 2021, già 10 progetti avevano raggiunto l’obiettivo con oltre 180 mila euro raccolti grazie a 3 mila donatori;
  2. La Città SIcura di sé del Comune di Venezia per la creazione di nuove opportunità e servizi in aree vulnerabili della città nell’ambito del PON Metro 2014 – 2020. Tra i filoni di intervento è previsto il finanziamento di una piattaforma di civic crowdfunding per ganartire agli enti no profit nuovi strumenti per sostenere i progetti;
  3. Trentino4Equity il pacchetto di strumenti messi in campo dalla Provincia autonoma di Trento e Trentino Sviluppo per sostenere la capitalizzazione e patrimonializzazione delle imprese attraverso un mix di interventi, tra i quali il sostegno e la partecipazione alle campagne di equity crowdfunding a favore di start up e PMI innovative del territorio.
  • nella categoria “enabler”:
  1. ART-ER, società consortile dell’Emilia-Romagna, ha ideato un percorso di orientamento e primo accompagnamento gratuito per l’organizzazione di campagne di raccolta fondi al crowdfunding rivolto agli enti locali del territorio;
  2. Regione Puglia ha promosso una misura di finanza alternativa che prevede lo stanziamento di risorse finanziarie a favore di Confidi per la concessione di garanzie pubbliche su operazioni di credito attivate da PMI esclusivamente tramite piattaforme di lending.

 

Ricordiamo che Finlombarda ha promosso l’iniziativa di finanza alternativa “Credito F.A.C.I.L.E.”, pensata

in risposta al fabbisogno di liquidità delle micro, piccole e medie imprese e dei professionisti del territorio.

La finanziaria regionale ha individuato il fondo di credito October Sme IV nel quale saranno investiti fino a 15 milioni di euro da destinare all’economia reale della Lombardia. Il fondo interverrà impiegando in Lombardia una somma almeno pari al valore dell’investimento realizzato da Finlombarda. L’investimento della finanziaria regionale si aggiunge agli oltre 150 milioni di euro messi a disposizione da diversi investitori istituzionali a livello europeo e nazionale, tra i quali il Fondo Europeo d'Investimento (FEI), la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), la Banca pubblica francese per gli investimenti (Bpifrance).

 

Per saperne di più su Credito F.A.C.I.L.E., leggi il comunicato stampa, qui

 

*Secondo la definizione contenuta nella direttiva AIFM recepita mediante le modifiche al TUF apportate dal d.lgs. del 4 marzo 2014, n. 44, i Fondi di investimento alternativi (FIA) o fondi di credito sono organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che raccolgono capitali di una pluralità di investitori al fine di investirli in conformità a una politica di investimento definita a beneficio di tali investitori.

 

**Secondo la normativa di riferimento, la startup innovativa è “la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione” (Art. 25, co. 2, D.L. n. 179/2012, alinea così modificato dal D.L. n. 3/2015, convertito e modificato dalla legge n. 33/2015).

 

Data pubblicazione 27 luglio 2021

Data aggiornamento 10 dicembre 2021